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WOPART, Lugano 20-23 Settembre 2018

Da Günther Uecker a Fabrizio Plessi, dalla Pittura Analitica alla Transavanguardia. La Five Gallery di Lugano a WopArt 2017

Lore Bert TITOLO, ANNO Chinese Symbol of Luck, 2006 TECNICA Relief-object with Japanese paper DIMENSIONI 120 x 120 cm COURTESY Five Gallery

Lore Bert
TITOLO, ANNO Chinese Symbol of Luck, 2006
TECNICA Relief-object with Japanese paper
DIMENSIONI 120 x 120 cm
COURTESY Five Gallery

Le gallerie partecipanti a WopArt 2017 si presentano. Progetti, artisti e mostre collaterali

Presentazione galleria

Nata da un’idea di Igor Rucci, Five Gallery opera dal 2013 nel settore dell’ Arte Contemporanea posizionandosi all’interno di un elegante appartamento d’epoca sito nel centro storico della città di Lugano. L’obiettivo di Five Gallery è quello di riaffermare il principio della Collezione d’Arte Contemporanea con approfondimenti espositivi e di raccolta dedicati ai Maestri degli anni Settanta e Ottanta e alle innovative forme della giovane creatività internazionale; il collezionista avrà modo di interagire liberamente con mirati valori espressivi consolidati dalla storia contemporanea ma anche anticipare la scoperta di nuovi Talenti. Gli autori e le opere rispondono alle scelte ed all’attenta selezione operata da Andrea B. Del Guercio, Direttore Artistico della Galleria.

Antonio Ievolella TITOLO, ANNO Progetti per Ghirbe, 2015 TECNICA mixed media on paper DIMENSIONI 45 x 32 cm COURTESY Five Gallery

Antonio Ievolella
TITOLO, ANNO Progetti per Ghirbe, 2015
TECNICA mixed media on paper
DIMENSIONI 45 x 32 cm
COURTESY Five Gallery

Progetto portato in fiera 

Five Gallery articola la sua presenza all’interno di WopArt attraverso le due linee che contrassegnano la sua storia e le sue proposte, con l’obiettivo di costituire la dimensione di una Collezione d’Arte Contemporanea.

Una prima sezione espositiva è dedicata ad opere su carta, spesso inedite, di artisti che contrassegnano il paesaggio europeo da Günther Uecker a Fabrizio Plessi; una particolare attenzione è rivolta ai grandi autori tedeschi in area Analitica e Concreta, da Ivo Ringe a Claudia Desgranges, a Maria Wallenstål-Schoenberg. Primeggia un’ampia proposta espositiva dedicata all’opera di Lore Bert interamente contrassegnata dall’impiego delle carte giapponesi per opere di grandi dimensioni emozionali. Nel contesto italiano una mirata attenzione è rivolta a Giorgio Cattani, esponente di spicco della più sensibile stagione della Transavanguardia.

Una seconda sezione espositiva premia l’attività espressiva di un selezionato gruppo di interessanti artisti verso i quali riteniamo si debba orientare l’attenzione del collezionismo; autori che hanno alle spalle una prima maturità con affermazione nel sistema espositivo europeo e che prediligono la dimensione rara e intima della carta: tra questi le grandi immagini mitteleuropee di Riccardo Garolla, l’interiorizzazione di Irene Dioli, la forza espressivo-plastica di Ilaria Forlini, la fredda emozionalità di Carlo Alberto Rastelli, lo sguardo erotico di Valentina Sonzogni e la cultura visionaria di Abraham Sidney Ofei Nkansah.

Riccardo Garolla TITOLO, ANNO Untitled, 2016 TECNICA mixed media on paper DIMENSIONI 42 x 30 cm COURTESY Five Gallery

Riccardo Garolla
TITOLO, ANNO Untitled, 2016
TECNICA mixed media on paper
DIMENSIONI 42 x 30 cm
COURTESY Five Gallery

Descrizione di una o più opere presentate in fiera

Colore e carta sono gli strumenti di comunicazione su cui Lore Bert ha costruito le dimensioni del suo lungo percorso di lavoro, l’instancabile processualità linguistica dettata da approfondimenti sempre più dettagliati e specifici. La carta, attentamente selezionata lungo una stagione di ricerche nel patrimonio storico – dalla sostanza del papiro all’evanescenza del riso – internazionale, acquisisce la centralità dell’intero percorso creativo, con specificità che si raccolgono in un ampio sistema linguistico, dall’installazione alle grandi dimensioni, dalla tridimensionalizzazione della scultura alle preziose collezioni di acquerelli, frutti poetici dei lunghi soggiorni veneziani. Il colore condotto allo stato puro definisce il vocabolario visivo dell’intero procedere di Lore Bert; in un ambito che potremmo definire intimo e di percezione sensibile, il colore si adatta a trascriverne la profondità attraverso la sensibilità dell’acquerello, mentre su una struttura compositiva grafico-plastica riesce ad affermarsi in opere contrassegnate da una mirata volontà di comunicazione formale.

Lore Bert TITOLO, ANNO Chinese Symbol of Luck, 2006 TECNICA Relief-object with Japanese paper DIMENSIONI 120 x 120 cm COURTESY Five Gallery

Lore Bert
TITOLO, ANNO Chinese Symbol of Luck, 2006
TECNICA Relief-object with Japanese paper
DIMENSIONI 120 x 120 cm
COURTESY Five Gallery

Mostre e progetti in contemporanea durante la fiera di WopArt nella propria galleria

Il 15 settembre, in occasione della Gallery Night e per una notte soltanto, Five Gallery predispone “Carte e Lettere tra Emozioni e Sentimenti”: si tratta di un evento inedito costruito sulla dimensione rara e preziosa dell’opera su carta con una scelta di autori tra i più noti; la presentazione tende a suggerire, anche in questo caso, l’importanza che attribuiamo al concetto di Collezione, quindi all’idea di un sistema che racchiude spunti espressivi in contaminazione, che suggerisce emozioni in un rapporto di dialogo costantemente aperto, dialettico e che si arricchisce caleidoscopico. Da scoprire.

(Testi: A. Del Guercio)

Sito web della galleria: http://www.fivegallery.ch/

Gunther Uecker TITOLO, ANNO Graphein C, 2002 TECNICA embossment DIMENSIONI 70x50 cm, n.58 of 120 copies COURTESY Five Gallery

Gunther Uecker
TITOLO, ANNO Graphein C, 2002
TECNICA embossment
DIMENSIONI 70×50 cm, n.58 of 120 copies
COURTESY Five Gallery

  redazione   11 Ago 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su Da Günther Uecker a Fabrizio Plessi, dalla Pittura Analitica alla Transavanguardia. La Five Gallery di Lugano a WopArt 2017 Leggi tutto

Il progetto Re-Write attraverso un trittico di artisti: Marinelli, Etnik, Diotallevi. La BAG Gallery a WopArt 2017

ITOLO: PIANTA CARNIVORA ANNO: 2017 TECNICA: PENNARELLO SU CARTA / GRAFICA DIGITALE DIMENSIONE: 21X29,7 CM AUTORE: FRANCESCO DIOTALLEVI

TITOLO: PIANTA CARNIVORA
ANNO: 2017
TECNICA: PENNARELLO SU CARTA / GRAFICA DIGITALE
DIMENSIONE: 21X29,7 CM
AUTORE: FRANCESCO DIOTALLEVI

Le gallerie partecipanti a WopArt 2017 si presentano. Progetti, artisti e mostre collaterali

Presentazione galleria

Un contenitore libertario dove comprendere anche discussione, dibattito e contraddittorio, una prestigiosa sede nel centro storico di Parma, una seconda nella città di Pesaro. Il brand ‘BAG Gallery’ promuove il lavoro artistico con nuove e stimolanti forme, che sono in grado di avere un impatto sulla fotografia, sull’arte contemporanea e sulla cultura in generale. Oltre a un’attenta programmazione in galleria, lo staff di BAG Gallery si occupa di collaborare con enti privati e pubblici, sia in Italia che all’estero, valorizzando al massimo la propria ‘scuderia’ di autori.

Progetto portato in fiera

BAG Gallery partecipa all’edizione di Wopart 2017 con il percorso curatoriale: RE-WRITE.

Un modo per guardare all’immenso universo della scrittura parietale, alle diverse declinazioni della parola, del calore, del segno lasciato su un muro e restituito dalla fotografia, forse reinterpretato, sicuramente filtrato e tradotto. Ma, anche esperienze che si traducono sul foglio di carta, mantenendo la propria forma narrativa, una sorta di ‘storyboard’ capace di raccontare pezzi di contemporaneità, personaggi improbabili, proprio per questo possibili e reali.

Perché la carta, come supporto, ha qualcosa di significativamente vicino alla parete: entrambe raccolgono l’esigenza di una reale necessità di narrazione; la carta racchiude, spesso, il primo atto del lavoro, lo studio, lo schizzo, il desiderio di tradurre l’idea. Una necessità che la parete amplifica in un ‘gesto pubblico’, nella manifestazione sociale, in qualche caso politica.

E se la carta traduce l’embrione della poetica, il muro esaspera tale bisogno, in un gesto volutamente e necessariamente amplificato. Tre gli artisti per il progetto RE-WRITE: Francesco Diotallevi, noto ‘artista della pop-art’, Etnik, graffiti-writer, conosciuto da anni nel panorama internazionale, Giovanni Marinelli, fotografo specializzato nella fotografia in bianco e nero di tipo analogico, ed è lui che, per questo progetto, ha il compito di dimostrare il legame tra comunicazione e arte, rappresentazione e messaggio. Per questa ragione BAG Gallery vuole fare ricerca giocando su questo campo minato, su questo sottile e impegnativo confine: per evidenziare la continuità tra parete e carta, tra la traduzione di un’idea e la sua massima esclamazione.

TITOLO:senza titolo ANNO: 2017 TECNICA: inchiostro e acquerello su carta DIMENSIONE: 21X29,7 CM AUTORE: ETNIK

TITOLO:senza titolo
ANNO: 2017
TECNICA: inchiostro e acquerello su carta
DIMENSIONE: 21X29,7 CM
AUTORE: ETNIK

Descrizione di una o più opere presentate in fiera

Tra le proposte di BAG Gallery per la fiera WopArt sarà presente un progetto, fino a questo momento inedito, del fotografo Giovanni Marinelli. Una serie di scatti che restituiscono muri, scritte, impronte di una contemporaneità che ha trasformato lo spazio pubblico in un megafono, in una pagina libertaria su cui scrivere e intervenire. Verrà ricostruita una parete mischiando i vari pezzi di pareti, di scritte, di segni, in modo da definire un nuovo possibile percorso linguistico. Inoltre l’artista Francesco Diotallevi proporrà un’opera inedita di grandi dimensioni, traducendo la sua poetica grottesca e cinica in un tratto grafico in scala di grigi e l’artista Etnik mostrerà alcuni disegni inediti che proseguono il suo percorso ormai consolidato sul piano internazionale.

Sito web della galleria: http://www.bag-gallery.com/

TITOLO: senza titolo ANNO: 2000 TECNICA:fotografia digitale DIMENSIONE: formati vari, edizioni n.11+2 a.p. AUTORE: Giovanni Marinelli

TITOLO: senza titolo
ANNO: 2000
TECNICA:fotografia digitale
DIMENSIONE: formati vari, edizioni n.11+2 a.p.
AUTORE: Giovanni Marinelli

  redazione   10 Ago 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su Il progetto Re-Write attraverso un trittico di artisti: Marinelli, Etnik, Diotallevi. La BAG Gallery a WopArt 2017 Leggi tutto

Grafica d’artista. La Rinascente “festeggia” i suoi cento anni a Chiasso

La Rinascente. Cento anni di creatività d’impresa attraverso la grafica al m.a.x. di Chiasso

La Rinascente. Cento anni di creatività d’impresa attraverso la grafica. Dal 20 maggio al 24 settembre 2017, il m.a.x. museo di Chiasso (Svizzera) ospita la mostra che celebra la vocazione grafica della Rinascente a cento anni dalla sua fondazione nel 1917. L’esposizione presenta manifesti, locandine, calendari, cartoline, grafiche pubblicitarie, campagne fotografiche, pubblicazioni e molto altro allo scopo di ripercorrere la linea comunicativa della Rinascente in cento anni di vita.

Dai manifesti in stile liberty disegnati da Marcello Dudovich (Trieste, 1878 – Milano, 1962) al monogramma «l R» progettato da Max Huber (Baar, Svizzera, 1919 – Mendrisio, 1992) fino ai lavori realizzati da grafici quali Albe Steiner, Lora Lamm, Roberto Sambonet, Bob Noorda, Aoi Huber Kono, Bruno Munari, Italo Lupi, Mario Bellini e molti altri, senza dimenticare fotografi come Aldo Ballo, Ugo Mulas, Serge Libiszewski, William Klein e Oliviero Toscani. L’esposizione analizza i vari ambiti toccati nella storia centenaria della Rinascente. Dall’arte al servizio della réclame al cartellonismo, dalla grafica progettata all’imballaggio come sistema comunicativo, dagli allestimenti alla cultura di presentazione teatralizzante delle merci, dalla pubblicità classica al sistema innovativo del design.

Il percorso espositivo prende avvio nei primi anni del Novecento, quando la Rinascente si impone per la novità e l’eleganza che ne caratterizza l’immagine pubblicitaria. La figura protagonista è quella di una donna dinamica ed elegante grazie a Marcello Dudovich. In mostra sarà possibile ammirare i manifesti dell’artista triestino affiancati da quelli di altri grandi artisti quali Leopoldo Metlicovitz, Achille Luciano Mauzan, Aldo Mazza, Mario Bazzi, l’agenzia MAGA e Georges Monestier.

La Rinascente. Cento anni di creatività d’impresa attraverso la grafica al m.a.x. di Chiasso

Marcello Dudovich, La Rinascente – articoli da spiaggia e campagna, 1921, manifesto pubblicitario, carta/cromolitografia, 196 x 140,3 cm,

Donne ammaliatrici, spensierate, moderne e irraggiungibili. Un “regno al femminile” rappresentato da Dudovich con riferimenti al Liberty e poi all’Art Déco. Immagini presenti nei cataloghi, nei cartelloni pubblicitari, nelle vetrine, in opuscoli, foglietti e dépliant. Si affermano così le nuove tipologie pubblicitarie, che dagli anni Trenta comunicano grazie anche a nuove tecniche di stampa, con frequente inserimento della fotografia. Si affiancano così a Dudovich nuovi autori come Gino Boccasile, Alfredo Lalia, Renato Vernizzi, Walter Resentera e Nanni Schipani.

Ormai divenuta una grande catena presente in tutta Italia, nel 1929 la Rinascente pubblica l’house organ “Echi della Rinascente” che nel 1936 diventerà “La Famiglia Rinascente-Upim”, quindi “Cronache” con il sottotitolo “Rassegna di vita e di lavoro nei grandi magazzini”. Nelle pagine di questo periodico, creato per i dipendenti, è possibile trovare le molteplici attività del grande magazzino per rendere sempre più innovative le esposizioni, saper presentare le merci e gestire le campagne pubblicitarie. Si indagava sui nuovi bisogni operando una ricerca continua di significative collaborazioni.

Questi furono gli anni in cui Gio Ponti progettò per la Rinascente, insieme a Emilio Lancia, una linea di arredi con lo scopo di rinnovare l’immagine della tipica casa borghese. Attraverso il marchio Domus Nova vennero così prodotti e messi in vendita a prezzi contenuti mobili moderni, con l’intento di contribuire allo svecchiamento della società e alla diffusione del gusto internazionale del Modern Style. Ecco che la Rinascente inizia a sperimentare collaborazioni con disegnatori esterni. L’incontro fra grafica d’impresa e disegno industriale diverrà quindi il tratto distintivo del grande magazzino.

La Rinascente. Cento anni di creatività d’impresa attraverso la grafica al m.a.x. di Chiasso

Max Huber, l R – la Rinascente, 1951, pagina pubblicitaria, 29,3 x 20,3 cm, stampa Archivio Max Huber

Dopo la distruzione della sede di Piazza Duomo a Milano il 4 dicembre 1950 riapre il grande magazzino con gli interni e gli arredi progettati dall’architetto Carlo Pagani, con un intero piano è dedicato all’arredamento. Ecco che si avvia una nuova fase per la Rinascente: la spinta alla ricostruzione e al successivo boom economico vengono sfruttati con sapienza imprenditoriale. In questo periodo si lancia anche il nuovo marchio con il monogramma “lR” creato dal giovane grafico svizzero Max Huber, che introduce un cambio di passo nell’immagine. Nasce uno “stile milanese” caratterizzato da geometria, fotografia, caratteri tipografici lineari, timbri cromatici e sovrastampe: un mix d’inventiva capace di unire i migliori grafici italiani con altri provenienti da tutto il mondo in una visione di forte internazionalizzazione.

Nel 1953 inaugura la mostra L’estetica del prodotto, curata da Carlo Pagani, Bruno Munarie Alberto Rosselli, evolvendo poi nella mostra-premio per il disegno industriale Compasso d’oro, ideato da Gio Ponti e Alberto Rosselli in collaborazione con Marco Zanuso, Albe Steiner e Augusto Morello, allora responsabile dell’Ufficio Sviluppo de la Rinascente. Dopo una fase sperimentale con Max Huber per la comunicazione e Albe Steiner per l’allestimento delle vetrine, l’Ufficio Pubblicità opererà fino agli anni Settanta sotto la direzione artistica di Amneris Latis Liesering e poi Adriana Botti. Con loro lavoreranno grafici interni e molti designer freelance. A questi designer si affiancano importanti fotografi, come Aldo Ballo, Ugo Mulas, Gérard Herter, Serge Libiszewski, William Klein, Jeanloup Sieff e Oliviero Toscani.

La Rinascente. Cento anni di creatività d’impresa attraverso la grafica al m.a.x. di Chiasso

Marcello Dudovich, Rinascente – Novità di stagione, 1940, prova cromolitografica di stampa per manifesto, 24,4 x 17,8 cm Collezione privata Rossella Villani

Informazioni utili

La Rinascente. Cento anni di creatività d’impresa attraverso la grafica

m.a.x. museo (Via Dante Alighieri 6), Chiasso (Svizzera)

dal 20 maggio al 24 settembre 2017

A cura di Mario Piazza e Nicoletta Ossanna Cavadini

Catalogo bilingue italiano/inglese, Skira

Orari
Dal Martedì alla domenica: ore 10.00-12.00 e 14.00-18.00
Lunedì chiuso

Chiusura estiva: da lunedì 31 luglio a lunedì 21 agosto 2017

Ingresso
Intero: CHF/Euro 10
Ridotto (AVS, AI, studenti, TCS, TCI, FAI SWISS, FAI, convenzionati): CHF/Euro 7
Scolaresche e gruppi di minimo 15 persone: CHF/Euro 5
Metà prezzo: Chiasso Card
Gratuito: bambini fino a 7 anni, giornalisti, Passaporto Musei svizzeri, ICOM, Visarte, Aiap, associazione amici del m.a.x. museo
Entrata gratuita ogni prima domenica del mese

Tel +41 91 695 08 88

  redazione   09 Ago 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su Grafica d’artista. La Rinascente “festeggia” i suoi cento anni a Chiasso Leggi tutto

Non solo carta. SpazioFarini6 porta a WopArt 4 autori della scena della fotografia contemporanea

Galleria SpazioFarini6_Lia Stein_MATERA MATERICA #2_cm 70x47_ stampa inkjet ai pigmenti_carta 100% cotone Hahnemuhle Fine Art_ed. di 10_2015

Galleria SpazioFarini6_Lia Stein_MATERA MATERICA #2_cm 70x47_ stampa inkjet ai pigmenti_carta 100% cotone Hahnemuhle Fine Art_ed. di 10_2015

Le gallerie partecipanti a WopArt 2017 si presentano. Progetti, artisti e mostre collaterali

Presentazione Galleria

La galleria di fotografia fine art SpazioFarini6 promuove i molteplici linguaggi e le diverse pratiche che caratterizzano la produzione artistica di oggi, mirando ad offrire una visione ampia e sempre aggiornata della scena della fotografia artistica contemporanea.

Progetto portato in fiera

A Wopart 2017 la galleria SpazioFarini6 presenterà i già ben affermati quattro autori della scena della fotografia contemporanea italiana, Giulio Cerocchi, Pier Paolo Fassetta, Lia Stein e Beba Stoppani che utilizzano la fotografia come mezzo artistico seppur con visioni e stili eterogenei. Artisti per cui la carta è un legame e un motivo conduttore, sia sul piano tecnico per la sua matericità, ricercatezza, e a volte tridimensionalità come anche sul piano concettuale.

Artisti presenti in fiera

Giulio Cerocchi (www.giuliocerocchi.net) nasce a Milano nel 1952 dove ha lavorato come fotografo professionista per alcuni decenni. collaborando con i mondi della fotografia commerciale, soprattutto di moda e still-life ed editoriale. Alla fine degli anni ’90 la sua ricerca creativa lo porta in Maremma, dove si stabilisce. Qui si distacca materialmente dall’ambiente fotografico milanese, e riscopre la sua antica matrice d’artista coltivando un linguaggio “ibrido” tutto suo col quale oggi si esprime, racconta, mescola i codici, turba la bidimensionalità a favore delle altre dimensioni. Giulio Cerocchi è infatti un contaminatore: fotografia, grafica, divertissement mentali, tridimensionalità, citazioni letterarie, quotidianità, immagini bianconero della memoria familiare, piccole panoramiche in argilla, ma pure lightbox e alchimie da raccontare, sempre per produrre lavori “nuovi” che producono ebbrezza visiva. Di Giulio Cerocchi a Wopart 2017 verrà presentato l’ultimo lavoro “Il silenzio della parola, il rumore della carta”, un viaggio visivo tra gli scrittori, i filosofi e i poeti, della letteratura italiana e internazionale che il fotografo ha scelto e letto nel corso della vita, e che ora ha scelto nuovamente e fotografato, rappresentando una piccola rivoluzione concettuale, e per “raccontare una sua nuova storia”. Lo scenario è essenziale, lineare, l’inquadratura minimalista, Cerocchi fotografa le coste dei suoi libri disposti su una mensola e illuminati con una luce diffusa, e con un unico fondamentale dettaglio che si ripete una sola volta per ogni opera, e cioè solo uno dei titoli, sbuca dal livello bidimensionale di due centimetri, libro vero e nell’edizione originale letta a suo tempo dall’autore, che sporge dalla fotografia proprio dove il libro realmente si troverebbe collocato sulla mensola, e quindi in proporzione con le dimensioni degli altri testi, raffigurando una sorta di realtà aumentata.

Gli autori selezionati e fotografati finora sono 24 e il progetto è composto da 18 immagini che si possono affiancare a piacimento, dando così la sensazione di essere di fronte ad una libreria. L’autore si auspica infatti che ciascun visitatore possa scegliere tra i vari quadri e dare una propria identità alle letture in base ai propri gusti e, di conseguenza, personalizzare la libreria.

Galleria SpazioFarini6_Giulio Cerocchi_Il silenzio della parola il rumore della carta_ combinazione#3_unione di 9 opere

Galleria SpazioFarini6_Giulio Cerocchi_Il silenzio della parola il rumore della carta_ combinazione#3_unione di 9 opere

Pier Paolo Fassetta (www.pierpaolofassetta.it) nasce a Venezia nel 1948 e si laurea in Architettura nel 1973. Dalla fine degli anni ’60 sviluppa la sua ricerca avvalendosi della fotografia e della videoripresa in sintonia con le tendenze più innovative presenti nel panorama artistico nazionale e internazionale. Frequenta i corsi di fotografia tenuti da I. Zannier e L.Veronesi. Una produzione la sua, aperta a molti ambiti della sperimentazione linguistica, in grado di cogliere il valore dell’opera come “presenza” cioè parte di una realtà conosciuta che, una volta elaborata e restituita, permane come tempo dell’esperienza.

E’ rappresentato dalle seguenti gallerie: Bugno Art Gallery – Venezia, Galleria Carlo Gallerati – Roma, Nineninezerozero Gallery – Lienz/Austria, Photo LTD- Torino, Galleria Spaziofarini6 – Milano. Di Pier Paolo Fassetta a Wopart 2017 verrà presentato il lavoro “Strappi di memoria”, una scomposizione dell’immagine secondo modalità misurate, ordinate, che apre a imprevedibili scenari con la perdita di riconoscibilità dei luoghi familiari, creando le condizioni per un nomadismo concettuale libero di scoprire e ricreare scenari suggeriti da labili indizi; una nuova identità dell’immagine nasce come effetto della manipolazione dei dati di partenza. Tagliare, strappare, applicare, sono gesti consueti che rimandano alla nostra infanzia ma che appartengono, anche, alla storia del fare artistico, degli antichi mestieri, sino all’avvento delle nuove tecnologie con il prevalere del virtuale sul reale che annulla, di fatto, la gestualità sapiente. Forme frantumate e attraversate da interferenze visive sanno trasmettere, oltre il tempo di uno sguardo, informazioni sulla loro natura fisica così come appaiono dopo che fattori esterni ne hanno modificato l’aspetto e l’intima costituzione. In questo senso l’immagine restituita come pura visione, sembra svelare una nuova sostanza dell’opera, immersa in scenari dove i termini di confronto sono entità variabili dominate dalla presenza del paesaggio, puro disegno dello spazio dell’esistenza.

Galleria SpazioFarini6_Pier Paolo Fassetta_Strappi di memoria #7_2017_collage copia unica -50x70cm-courtesy pier paolo fassetta

Galleria SpazioFarini6_Pier Paolo Fassetta_Strappi di memoria #7_2017_collage copia unica -50x70cm-courtesy pier paolo fassetta

Lia Stein (www.liastein.it) Fotografa milanese, professionista dal 1983, ha collaborato negli anni in maniera continuativa con le grandi case editrici Rizzoli, Mondadori ed Electa. Ha illustrato squarci di vita sul Corriere della Sera e pubblicato sue immagini e servizi fotografici di reportage, animali, moda, architettura e arte sui periodici Arte e Antiquariato, AD, Specchio, Donna Moderna, Amica, Anna, Ok Salute e altri. Ha eseguito ritratti di artisti e cataloghi d’arte per istituti museali e per privati. Oltre alla sua importante carriera nella fotografia professionale commerciale, Lia ha sempre portato avanti in parallelo anche il suo cammino artistico con un lungo e continuo lavoro di ricerca, di studio delle immagini e di perfezionamento della tecnica sia digitale che analogica, appassionandosi anche allo studio delle tecniche antiche di stampa creativa in camera oscura. Di Lia Stein a Wopart 2017 verrà presentato un ventaglio di opere tratte dai suoi ultimi tre lavori “Spazi di luce” “Matera materica” e “Geometrie cromatiche”, ricerche originali che con pochi elementi essenziali come la materia, la luce e lo spazio, sono sufficienti per creare dimensioni nuove e spesso teatrali. In “Spazi di luce” sono i particolari e l’insieme, il bianco e il nero vellutati e il vuoto e il pieno eterei che caratterizzano l’insieme. In “Matera materica”, grazie a una stampa dove la grana stessa della carta si fa porosa, rugosa, queste fotografie non si limitano a rappresentare di lontano la granulosità delle pietre, ma la assimilano, la fanno propria, così da restituircene tutta la loro ruvida essenza materica, quella strana, ghiaiosa friabilità, che rende così particolare, anzi unica, la consistenza rocciosa dei Sassi.

Galleria SpazioFarini6_Lia Stein _GEOMETRIE CROMATICHE #1_2015_stampa su carta fotografica

Galleria SpazioFarini6_Lia Stein _GEOMETRIE CROMATICHE #1_2015_stampa su carta fotografica

Beba Stoppani (bebastoppani.com) nata a Milano, vive e lavora tra Messico e Italia. Di formazione classica, laureata in Biologia, dopo il diploma in fotografia allo IED inizia la collaborazione con lo “Studio Azzurro” di Milano. In breve tempo conquista autonomia espressiva e nel 1989 apre il suo studio come fotografa di architettura, design, e pubblicità. Molte le collaborazioni con case editrici, con aziende di design e con studi internazionali di architettura per progetti in Italia e all’estero. La sua personale ricerca artistica, legata all’amore per la Natura e per la bellezza celata, la spinge a viaggiare e documentare le diverse realtà culturali. Esordisce con il progetto Sulle orme della via della seta: dal Giappone al Mediterraneo. La ricerca prosegue con le successive mostre: Verso la Patagonia, 1995, Consolato Argentino di Milano; Sumo rito e tradizione nel Giappone contemporaneo, 1997; Birmania un paese da amare, 1999, Orciano di Pesaro; / Oaxaca, tredici lune, 2010, Premio Biennale di Fotografia, Fiastra (Macerata); Riflessioni, 2012, Sacrestia di San Marco, Brera (Milano). Dal 2014 si impegna nel progetto d’arte il “Bosco di San Francesco, piattaforma internazionale per la pace ed il dialogo interculturale” invitandovi artisti, studiosi e musicisti. Tutto il 2015 è dedicato allo scambio con la Romania, con esposizioni a Bucarest, Milano Expo, Venezia e Parigi. Nel 2015/16/17 nascono i progetti “Terra Madre”, “0°a 5000mt” e “Sogno di una notte” esposti rispettivamente alla fiera MIA 2015/2016/2017

Di Beba Stoppani a Wopart 2017 verranno presentate opere tratte dai tre lavori che hanno come leit motif uno sguardo contemplativo e poetico che si dischiude all’armonia e alla bellezza della natura: “Oceano Mare”, “Lune” e “ WabiSabi” (forma nascosta del bello un delicato lavoro che coglie da vicino la fluttuante fragilità di petali ed erbe). Particolare la scelta della carta tradizionale di gelso coreana SHOji su cui molte di queste opere sono stampate (le altre sono su carta fine art) ed evocativi anche i montaggi stessi delle immagini, che presentano in alcuni casi piani leggermente sfalsati.

Beba Stoppani_Luna#1progetto TerraMadre_2014_carta tradizionale Koreana SHOJI tecnica a getto d’ inchiostro a 12 colori pigmentati_cm43x53

Beba Stoppani_Luna#1progetto TerraMadre_2014_carta tradizionale Koreana SHOJI tecnica a getto d’ inchiostro a 12 colori pigmentati_cm43x53

Sito web della galleria: http://www.spaziofarini6.com/

  redazione   08 Ago 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su Non solo carta. SpazioFarini6 porta a WopArt 4 autori della scena della fotografia contemporanea Leggi tutto

Autodisporsi. Abramovic, Boetti, Cattelan (e altri) in mostra alla Galleria Continua

Paola PiviUntitled, 2003 photographic print on Dibond cm 180 x x224 Photo: Hugo Glendinning Courtesy: Galleria Massimo De Carlo

Paola Pivi Untitled, 2003 photographic print on Dibond cm 180 x x224 Photo: Hugo Glendinning Courtesy: Galleria Massimo De Carlo

 

And What, For Example, Am I now Seeing? Autodisporsi. Una mostra spiccatamente didattica si “autodispone” per la sede francese di Galleria Continua a Les Moulins, per tutta l’estate -fino al 30 settembre.

Risultato di una collaborazione con la (ricca e straordinaria) Collezione di Gropello, la mostra presenta 48 opere che si dislocano in un percorso che offre la possibilità di vivere l’arte contemporanea in maniera inedita, abbandonando la frenesia dell’occhio per lasciarsi coinvolgere dall’esperienza visiva dei lavori di artisti contemporanei, quali Marina Abramovic, Ai Wei Wei, Alighiero Boetti, Cai Guo-Qiang, Maurizio Cattelan, Gino de Dominicis, Tano Festa, Aldo Mondino, Luigi Ontani, Elmgreen & Dragset, solo per citarne alcuni. Lasciarsi trasportare dall’esperienza visiva e, alla fine, documentarsi e confrontarsi con le proprie impressioni e le proprie idee.

. Joseph KosuthNr. 316 (And what for example am I now seeing)Wittgenstein series", 1991 (On Color) (Cobalt blue) Neon, Variable dimensions

Joseph KosuthNr. 316 (And what for example am I now seeing)Wittgenstein series”, 1991 (On Color) (Cobalt blue) Neon, Variable dimensions

 

La mostra è stata concepita con l’intento di aprire un dialogo tra il pubblico e le opere in mostra. All’inizio del percorso viene consegnato un quaderno su cui raccogliere le proprie osservazioni che diviene testimonianza conservata nella sezione didattica. Grazie al loro impatto, le opere sono in grado di catturare l’attenzione e instaurare con lo spettatore un rapporto intimo e personale. Questo percorso offre la possibilità di imparare a vivere l’arte in modo diverso.

Seguendo un criterio “classico” la mostra si articola nelle sezioni DisegnoPitturaSculturaFotografiaAltri Media. Il titolo And What, for Example, Am I Now Seeing? Tratto dall’opera dell’artista concettuale Joseph Kosuth e basata sulle definizioni del Trattato Logico-Filosofico di Ludwig Wittgenstein,  diventa  un  invito per lo spettatore a osservare le opere e riflettere liberamente sul loro significato nel tentativo di creare un dialogo diretto tra i lavori e il pubblico.

Kiki Smith Cathedral, 2012 jacquard tapestry 289,6 x 190,5 cm Photo credit: Ela Bialkowska - Okno Studio

Kiki Smith Cathedral, 2012 jacquard tapestry 289,6 x 190,5 cm Photo credit: Ela Bialkowska – Okno Studio

 

La mostra si sviluppa in tre momenti distinti in cui l’opera si svela a chi la osserva: visita silenziosa, visita con suono e visita didattica. Nelle sezioni Disegno, Pittura e Fotografia si svolge la visita silenziosa – il silenzio è una sorta di homage alla pratica artistica di Marina Abramovic. Qui si richiede al pubblico di spegnere tutti i device personali, di non scattare fotografie né video e di indossare una cuffia antirumore  per  non ricevere alcuna interferenza esterna.

Nelle  sezioni  Scultura  e  Altri  Media si articola la visita con suono e a chiusura del percorso nella sezione didattica sono spiegate  nel  dettaglio  tutte le opere secondo la visione del collezionista.

Luigi OntaniZarathustrAsso, 2003 Ceramic 186 x 52 x 68 cm photo credit: Giorgio Benni Courtesy: The Artist

Luigi OntaniZarathustrAsso, 2003 Ceramic 186 x 52 x 68 cm photo credit: Giorgio Benni Courtesy: The Artist

 

In quest’Era Digitale, in cui l’informazione raggiunge un terzo della popolazione globale alla velocità di  internet, si  crea probabilmente un corto circuito tra le opere della generazione degli artisti, nati in un mondo “pre-internet”, con i modelli della generazione Z del nuovo millennio L’intento dei curatori è quello di verificare se  un’opera  d’arte  contemporanea  resta attuale e cioè ancora capace di mantenere il suo istantaneo potere seduttivo in grado di conquistare anche l’attenzione delle nuove generazioni-digitali.

La  sezione didattica si rivolge specificatamente all’approfondimento di questo tema con le scolaresche  essendo la  mostra  essenzialmente  concepita  e finalizzata con intento didattico.

All’inizio del percorso espositivo verrà consegnato un quaderno su cui poter appuntare le proprie osservazioni  che saranno raccolte nella sezione didattica al fine di testimoniare le esperienze vissute e il dialogo creatosi tra il pubblico e le opere in mostra.

Tutte le informazioni: http://www.galleriacontinua.com/exhibitions/

  redazione   07 Ago 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su Autodisporsi. Abramovic, Boetti, Cattelan (e altri) in mostra alla Galleria Continua Leggi tutto

Sottosopra, l’opera grafica (xilografica) di Georg Baselitz a Carpi

Georg Baselitz, Frau am Strand, 1981, Xylographie et linogravure en noir et bleu; offset apprêté, 800 x 603 mm. © Musées d’art et d’histoire, Ville de Genève, Cabinet d'arts graphiques. Photo: André Longchamp

Georg Baselitz, Frau am Strand, 1981, Xylographie et linogravure en noir et bleu; offset apprêté, 800 x 603 mm. © Musées d’art et d’histoire, Ville de Genève, Cabinet d’arts graphiques. Photo: André Longchamp

Autunno carpigiano nel segno di Georg Baselitz. 40 xilografie dell’artista tedesco realizzate tra gli anni ottanta e novanta del Novecento in mostra a Palazzo Pio, dal 15 settembre al 12 novembre 2017. Un nucleo di opere incise che non tradiscono i canoni che caratterizzano la sua cifra espressiva, ormai divenuta riconoscibile, dove la tradizionale costruzione dell’immagine risulta completamente stravolta.

Nelle creazioni di Baselitz, la legge gravitazionale viene sconfitta e l’immagine viene capovolta non tanto per generare stupore quanto per mettere in gioco un processo intellettuale e spirituale completamente diverso. Attraverso il capovolgimento, Baselitz (Deutschbaselitz, 1938) toglie allo spettatore il dato che assimila il soggetto ritratto alla realtà e lo trasferisce nel campo dell’organizzazione plastica e visuale. Svuotata del proprio contenuto, la rappresentazione esiste come insieme di segni e colori.

Georg Baselitz, Kopf, 1983, Vélin; Xylographie, image: 360 x 503 mm; feuille: 504 x 650 mm. © Musées d’art et d’histoire, Ville de Genève, Cabinet d'arts graphiques. Photo: André Longchamp

Georg Baselitz, Kopf, 1983, Vélin; Xylographie, image: 360 x 503 mm; feuille: 504 x 650 mm. © Musées d’art et d’histoire, Ville de Genève, Cabinet d’arts graphiques. Photo: André Longchamp

 

Nella collezione di stampe donate dallo stesso Baselitz al museo ginevrino sono presenti due chiaroscuri di Ugo da Carpi, oltre a due esemplari della Sibilla da Raffaello, in versioni cromatiche differenti e a una xilografia di Niccolò Vicentino e un chiaroscuro di Niccolò Boldrini, coevi del maestro di Carpi. La presenza di lavori di Ugo da Carpi nella sua collezione personale induce a pensare che Baselitz abbia voluto avere la possibilità di studiare quelle opere che stanno alla base della tecnica xilografica a chiaroscuro di cui l’artista rinascimentale carpigiano è stato uno dei più importanti esponenti.

Georg Baselitz, Frau im Fenster, 1981, Xylographie; papier offset, 650 x 495 mm. © Musées d’art et d’histoire, Ville de Genève, Cabinet d'arts graphiques. Photo: André Longchamp

Georg Baselitz, Frau im Fenster, 1981, Xylographie; papier offset, 650 x 495 mm. © Musées d’art et d’histoire, Ville de Genève, Cabinet d’arts graphiques. Photo: André Longchamp

 

Ma non solo; Baselitz sente nel suo essere artista, una sorta di affinità con Ugo da Carpi perché, come scrive Manuela Rossi nel suo testo in catalogo “Ugo da Carpi è uno di quegli artisti che nel suo tempo ha fatto quello che gli altri non facevano e non solo per una questione tecnica, che ha comunque risolto, ma soprattutto per una ragione culturale: rendere accessibile l’immagine d’arte riservata a pochi è stata senza dubbio una delle rivoluzioni sociali più importanti che l’opera di Ugo e degli altri incisori del Rinascimento ha determinato”.

“Ho fatto xilografie sempre quando avevo la necessità di presentare in una forma definitiva un quadro, un’idea d’immagine sviluppata da me e manifesta nei quadri”.

Georg Baselitz, Kopf, 1981-1982, offset apprêté; Xylographie, 1009 x 797 mm. © Musées d’art et d’histoire, Ville de Genève, Cabinet d'arts graphiques. Photo: André Longchamp

Georg Baselitz, Kopf, 1981-1982, offset apprêté; Xylographie, 1009 x 797 mm. © Musées d’art et d’histoire, Ville de Genève, Cabinet d’arts graphiques. Photo: André Longchamp

Informazioni utili

BASELITZ. SOTTOSOPRA
Xilografie dal Cabinet d’Arts Graphiques di Ginevra
Carpi (MO), Musei di Palazzo dei Pio (piazza dei Martiri, 68)
15 settembre – 12 novembre 2017

Orari: da martedì a domenica, ore 10-13; giovedì, sabato, domenica e festivi anche 15-19. Chiuso il lunedì.

Ingresso: intero 5 euro, ridotto 3 euro

Info: tel 059/649955 – 360

  redazione   04 Ago 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su Sottosopra, l’opera grafica (xilografica) di Georg Baselitz a Carpi Leggi tutto

Insieme di Claudio Montecucco. La poesia del bianco e nero nel trittico “Lettura”, “Sensualità”, “In Cammino”

2014 Immaginando 33x45 edizione 5+1pa

2014 Immaginando 33×45 edizione 5+1pa

Il progetto presentato a Wopart 2017, dal titolo “Insieme”, racchiude un percorso di tre progetti creati in 15 anni composto dai progetti “Lettura” “Sensualità” “In Cammino””.

Con il nuovo progetto dal titolo “Insieme” l’artista è alle prese nell’arduo compito che ha la fotografia di cogliere un istante e di racchiuderlo in un’immagine per elevarlo ad opera d’arte. Montecucco con questo progetto cerca di “unire” tre arti (pittura, architettura e fotografia) in un’unica “forma” grazie anche alla scelta del bianco e del nero che ha reso poetica la scena e ha reso ombre e luci nel migliore dei modi.

In ogni singolo scatto, mai in posa, in ogni progetto, sceglie con cura, non lascia nulla al caso; queste persone ispirano inconsapevolmente l’ artista semplicemente compiendo azioni della routine quotidiana come ad esempio camminare, leggere un libro, allacciare una scarpa….. in maniera cosi naturale da riflettere intensamente all’ esterno la loro carica interiore. Sono persone autentiche, che non stanno indossando maschere o recitando un ruolo.

2013 Illusione 66x90 edizione 5+1pa

2013 Illusione 66×90 edizione 5+1pa

“Fra gli autori prediletti cita quelli che tanti anni fa si aggiravano fra’ le strade parigine non tanto per catturare la realtà quanto per farsene sedurre: quel genere fu definito “photographìe humaniste”.

”Quello che cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo dì ricevere. Le mie foto erano come una prova
che questo mondo può esistere”. Robert Doisneau

La stessa usata da Montecucco quando va alla ricerca di quei momenti strani e irripetibili dove accade qualcosa dì appena percepibile, capace però dì far intuire che stiamo davvero per sfiorare la bellezza”

estratto dalla critica di Roberto Mutti

“Insieme” 2017

storie e testi di alcune opere esposte a Wopart 2017 a cura di Claudio Montecucco

Opera:

2013 Affettuosità : ……per tre anni ho visto ogni mattina questo uomo leggere nella stessa panchina, è sua abitudine soffiare nel giornale per sfogliare le pagine……e questa abitudine mi ha fatto tenerezza……

…..di lui sono stato “attratto” perche’ come quasi ogni mia immagine rappresenta un “solitario” ….dove il suo giornale, diventa il suo migliore amico, …..in lui rivedo i miei ricordi piu’ belli, i nonni…… il titolo l’ ho chiamato “Affettuosita” proprio per questo……..

2013 Affettuosita' 66x90 edizione 5+1pa

2013 Affettuosita’ 66×90 edizione 5+1pa

Opera:

2014 Insieme: è un simbolo del mio lavoro ……. dopo tanti anni che camminavo nella stessa via ho trovato quello che cercavo in un solo scatto: l’unione tra pittura architettura e fotografia, in un unica “forma”. Questa immagine l ‘ ho scattata in una delle mie vie preferite, per le luci ed ombre che si creano durante alcune ore del giorno, dove la luce sembra accarezzare l’ architettura. Quel giorno ho visto una luce soave gentile, dolce, stavo li fermo ad aspettare qualcosa……quando all’ improvviso ho visto due figure da dietro spuntare e centrare quella luce. Immagino sia madre e figlia per mano………

 

2014 Insieme 33x45 edizione 5+1pa

2014 Insieme 33×45 edizione 5+1pa

Opera:

2014 Immaginando …..

ero in Singapore, ero appena arrivato mi sentivo smarrito, mi sentivo lontano dalle mie radici, caldo, rumore, la gente correva veloce,……….nel mio piccolo Hotel una finestra dipinta sul muro, quasi ad opprimere la mia liberta’ …..come ritrovare la mia serenita’ e nuovi equilibri? ……in quel momento mi guardo davanti all’ hotel e vedo solo grattacieli, ma camminando sotto uno di essi trovai una via che mi condusse dentro una piccola piazza lungo il fiume………..

Ho notato qualcuno che stava in un luogo “intimo” …..forse ero io che stavo cercando un angolo di pace…….in quella confusione. Ho notato due ragazze sedute che stavano parlando insieme, chissa’ di cosa parlassero……avrei voluto ascoltare, sapere tutto di loro, la loro compostezza, la loro eleganza, ne ero affascinato. Non ho guardato i loro volti, volevo solo immaginare quello che piaceva a me…….ho deciso allora che dovevo farle entrare nella mia vita attraverso una fotografia. Si’ perche’ fotografare è solo un mezzo di unione tra me e chi scelgo…….dove scegliere il soggetto, è scegliere l’ interiore…….. è per questo che a volte parlare di fotografia è troppo limitativo……..la fotografia non esiste……..

2015 Tokyo Analogica 66x90 edizione 5+1pa

2015 Tokyo Analogica 66×90 edizione 5+1pa

Progetto “Insieme” 2017

La fotografia come dice il titolo del mio nuovo progetto “Insieme” è un insieme….. di……..emozioni, di sentimenti, di stati d’animo, di paure, di felicita’, di serenita’, di intimita’, di solitudine, di ricerca di affetto, dove il cuore si apre ad ogni piccola o grande emozione che vede e sente ……. Quando fotografo abbasso tutte le mie barriere……..”la fotografia non esiste, ma esiste solo un “Insieme” il mio cuore e l’ anima di chi fotografo. Cuore e anima è “Insieme” Claudio Montecucco 2015 Tokyo è un anteprima del mio primo progetto in “posa” a cui sto’ lavorando

  redazione   03 Ago 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su Insieme di Claudio Montecucco. La poesia del bianco e nero nel trittico “Lettura”, “Sensualità”, “In Cammino” Leggi tutto

Da Robert Morris a Mirko Baricchi, da Man Ray a Mats Bergquist. Il progetto Blind Time del sodalizio tra Apart Art Advisory e Atipografia

Enso, Mats Bergquist, tecnica mista su carta, 103,5x74 cm 2017

Enso, Mats Bergquist, tecnica mista su carta, 103,5×74 cm 2017

Lo stand, B11, nasce da una collaborazione tra Apart Art Advisory di Alberto Mariani e della galleria Atipografia.

Presentazione galleria

ATIPOGRAFIA

Atipografia è uno spazio per l’arte contemporanea nato ad Arzignano (Vicenza) nel novembre 2014 in una tipografia di fine Ottocento. Si compone di un grande spazio espositivo, un primo piano per incontri di carattere culturale e una residenza per artisti emergenti. In questi anni Atipografia ha consolidato con molti degli artisti ospitati un rapporto continuativo, che ha portato all’organizzazione di mostre in vari musei (MANN Museo Archeologico Nazionale di Napoli e Palazzo Ducale di Genova), diventando nel 2017 una vera e propria galleria.

APART ART ADVISORY

Apart Art Advisory nasce come realtà operante nel campo della intermediazione e vendita di opere di arte moderna e contemporanea, nonché come società di Consulenza (a vari livelli – fiscale, artistico e curatoriale) nel settore medesimo. Opero come libero professionista da 18 anni ed ho come principale specializzazione l’intermediazione e la compravendita di opere di Arte post war. Ambito di operatività: primo e secondo mercato.

Progetto portato in fiera

Il progetto è quello in allegato, Blind Time. Un progetto di Alberto Mariani e Elena dal Molin. Una selezione di opere di: Robert Morris,Man Ray,Felice Casorati,Jan Saudek, Mario Schifano,Piero Dorazio, Jiri Kolar, Giulio Paolini,Riccardo Licata,Antonio Corpora,Hernan Bas, Philip Taaffe,Andrea Martinelli,Riccardo Gusmaroli, Giorgia Fincato, Mats Bergquist, Mirko Baricchi, Stefano Mario Zatti.

Il sodalizio è nato da un Amore condiviso verso l’opera di una giovane Artista Bassanese, Giorgia Fincato. Così si sono incrociati i percorsi professionali di Apart Art Advisory di Alberto Mariani e Atipografia di Elena Dal Molin.

Blind time”, dunque: letteralmente “tempo cieco” ma, per estensione o allusivamente, tempo negato, violato, interrotto, obnubilato, confuso, precario, fragile.

Nel 1973 nacque il ciclo (tuttora inesausto) denominato appunto “Blind time drawings”, dal pensiero e dalla mano di Robert Morris,uno dei massimi esponenti del Minimalismo Americano. Quell’eccezionale (e unico in tutta la Storia dell’Arte) corpus di lavori,realizzato con gli occhi chiusi (completamente bendato),con grafite in polvere e/o inchiostri all’acquaforte e stesi sulla carta con l’uso delle dita, è stato l’incipit narrativo di questo progetto espositivo.
Una ricerca di opere che copre un arco temporale di circa ottant’anni e che ha il denominatore comune della riflessione sulla “condizione umana” e sull’ondivaga percezione della fragilità della stessa.

Inevitabilmente,le infinite declinazioni di questo “filo rosso” ci hanno invitato ad interrogarci sul destino comune,sulle derive della vita e su quelle dell’Arte.
Domande poste a noi stessi e che verranno riproposte allo spettatore, in un rimando di suggestioni,stimolazioni sensoriali,massaggi neuronali, per provare a trovare risposte definitive ed ormai divenute urgenze.

Morris arrivò a marginalizzare il talento,sempre considerato condizione necessaria (anche se non sufficiente) del “fare Arte”, eliminando uno dei sensi (la vista,appunto).

“Il fatto di non vedere il foglio mentre disegno-scrisse l’Artista-mina tutte le idee di intenzionalità e rimette in questione lo statuto di errore come criterio limite.”

Dentro quelle riflessioni e quei raggiungimenti c’è tutto il senso che abbiamo voluto dare a questa faticosa ma speriamo fruttifera ricerca.

Jean Baudrillard aveva sentenziato,di fatto,la morte dell’Arte,constatando la reiterazione del riciclo della realtà da parte della stessa. Noi crediamo che,in fondo ed al contrario,l’unica menzogna ormai tollerabile,e forse salvifica,sia proprio quella dell’Arte! Ci accodiamo quindi a Goya: “Se abbiamo l’Arte è per non morire di troppa verità”.

Descrizione di una o più opere presentate in fiera

Pangea, Mirko Baricchi, tecnica mista su carta,50×70 cm 2017

Una serie di neri che con un gesto nitido, tramite cancellazione, mantengono pulizia e sintesi pittorica. L’esperimento è di togliere o cancellare tratti appena prodotti per aprire un orizzonte futuro che però amplifichi il tratto originario.

Pangea, Mirko Baricchi, tecnica mista su carta,50x70 cm 2017

Pangea, Mirko Baricchi, tecnica mista su carta,50×70 cm 2017

Enso, Mats Bergquist, tecnica mista su carta, 103,5×74 cm 2017

“Forma è vuoto, vuoto è forma”. Questo concetto è espresso nel Sutra del cuore, scritto in sanscrito nel I sec d. C. viene riportato alla base dell’opera e cancellato. L’artista svedese lavora su una cornice che ospita due piani di carta, uno bianco e uno nero. Un cerchio appare tra i due piani: l’assenza rappresentata dal foglio bianco rivela una forma nel foglio nero.

Enso, Mats Bergquist, tecnica mista su carta, 103,5x74 cm 2017

Enso, Mats Bergquist, tecnica mista su carta, 103,5×74 cm 2017

Sito web: http://www.atipografia.it/

  redazione   03 Ago 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su Da Robert Morris a Mirko Baricchi, da Man Ray a Mats Bergquist. Il progetto Blind Time del sodalizio tra Apart Art Advisory e Atipografia Leggi tutto

Soli, stelle, lune su carta. L’arte grafica di Joan Miró a Milano

Joan Miró

Joan Miró Senza Titolo 2, 1974 litografia a colori, cm 27,8×56,5 Scarica immagine a 300 dpi

Alla grafica di Joan Miró sarà dedicata la mostra di apertura della stagione autunnale della Galleria Deodato Arte di Milano. Dal 28 settembre al 4 novembre saranno esposte  incisioni e litografie del maestro catalano.

Accanto ad alcune opere degli anni ’30, i lavori in mostra sono stati realizzati soprattutto nel periodo compreso fra gli anni ’50 e ’80, arco di tempo in cui Miró si dedica più assiduamente all’arte incisoria; infatti dalla fine degli anni Cinquanta si stabilisce in maniera definitiva a Palma de Maiorca, dove allestisce un laboratorio di incisione e litografia. Affascinato dalla tecnica, dalle molteplici possibilità espressive e comunicative offerte, vede in questo medium la capacità di abbracciare perfettamente la sua arte, versatile, ricca di simboli e di colori accesi. L’utilizzo di strumenti inusuali come pettini, chiodi, dita e altro ancora, oltre al contatto diretto e fisico con i materiali, contribuisce a rendere ancora più personali le lastre incise, dalle quali emerge una forte connessione anche dal punto di vista emozionale.

Spesso destinate a volumi e riviste pubblicate in tiratura limitata, che si tratti di incisioni calcografiche a puntasecca, acqueforti o litografie a colori, le grafiche di Miró sono fedeli testimoni del suo linguaggio e al tempo stesso creano tra immagine e testo, reinterpretato secondo la propria sensibilità, un perfetto connubio.

Joan Miró

Joan Miró Sans Titre III, 1981 incisione ad acquatinta su carta Guarro, cm 92×72,5

Nell’esaustiva panoramica dei lavori in mostra s’incontrano alcune opere degli anni ’30 che attestano le prime sperimentazioni incisorie come Daphnis et Chloé e Fraternity dal carattere narrativo e perfettamente rappresentative delle tematiche trattate.

Di matrice più astratta, sebbene con chiari riferimenti ai titoli, sono le litografie della serie Haï-Ku degli anni ’60 come Herbes d’été, La bouge du sanglier e Au portrait couvert de neige, dove dalla semplice forma geometrica, dai piccoli punti e dalle macchie di colore è possibile scorgere soli, stelle, lune, occhi, figure femminili e uccelli, soggetti prediletti dell’artista. Questa ampia galleria di figure stilizzate, filiformi, surreali nasconde – dietro ad un’apparente semplicità e leggerezza – un’essenza più complessa, espressione di riflessioni profonde e di uno stato d’animo inquieto.

Colori pieni, vivaci che si contrappongono a linee e contorni neri, figure che fluttuano e galleggiano insieme alle parole, caratterizzano le tavole del poemetto Le lézard aux plumes d’or (1971), uno fra gli esempi più evidenti della compenetrazione fra disegno e testo. L’argomento trattato nella favola fa riferimento a una lucertola con le piume d’oro ed è molto vicino alle tematiche legate al sogno e ai mondi fantastici indagati costantemente dall’artista catalano.

Joan Miró

Joan Miró Coppa del Mondo Spagna 82, 1981 litografia, cm 95,3×60

Più essenziali, per quanto concerne linee e colori, sono le litografie realizzate per la serie dedicata a L’enfance d’Ubu (1975). François Ubu, protagonista di tre opere teatrali di Alfred Jarry, impersona un uomo adulto dall’atteggiamento primitivo, vile e avido di potere, di cui Miró sceglie di inventare e rappresentare l’infanzia; la figura fittizia di questo soggetto si muove in un mondo irreale, popolato da animali e creature fantastiche, che si contrappongono alla reale natura di Ubu conosciuta nell’immaginario collettivo.

Particolarmente significativi sono inoltre i lavori incisori accompagnati da poesie di Jacques Prévert tratti dal libro in tiratura limitata Adonides (1975), le cui pagine originali esposte mettono in evidenza sulla stessa lastra l’incisione di versi e il disegno a simboleggiare la totale unione delle due arti e dei due artisti.
Di grande impatto sono l’incisione e acquatinta Sans titre III del 1981 su carta guarro capace di fornire uno spiccato effetto tridimensionale, evocativo del bassorilievo e il manifesto realizzato in occasione dei mondiali di calcio del 1982, un’opera d’arte colorata, fresca che andò a sostituire la vecchia classica iconografia del torero e delle corride, ottenendo uno strepitoso successo.

Joan Miró

Joan Miró Demi-Mondaine à sa fenêtre, 1975 incisione ad acquatinta, cm 92×63,5

 JOAN MIRÓ. Capolavori grafici

Deodato Arte
via Santa Marta, 6 – Milano
28 settembre – 4 novembre 2017
Inaugurazione mercoledì 27 settembre, ore 18.30
Orari martedì – sabato 10.30-14.00 e 15.00-19.00
Info pubblico Tel. 02 80886294 – galleria@deodato-arte.it
www.deodato.com

  redazione   02 Ago 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su Soli, stelle, lune su carta. L’arte grafica di Joan Miró a Milano Leggi tutto

Realtà illusorie. I maestri dell’Arte Ottico-Cinetica e Programmata a WopArt 2017 con 10 A.M. ART

FRANCO GRIGNANI, Psicoplastica rigata, 1971, tecnica mista su cartone Schoeller e masonite, 70x70 cm

FRANCO GRIGNANI, Psicoplastica rigata, 1971, tecnica mista su cartone Schoeller e masonite, 70×70 cm

Le gallerie partecipanti a WopArt 2017 si presentano. Progetti, artisti e mostre collaterali

Presentazione galleria

10 A.M. ART si concentra sul lavoro degli artisti la cui ricerca è rivolta verso le alterazioni della percezione visiva, dedicando un’attenzione particolare all’Arte Ottico – Cinetica e Programmata.

L’intento della galleria è quello di costruire un dialogo tra gli artisti storicizzati e le nuove generazioni, mettendo a confronto il loro operato sulle trasformazioni dell’esperienza percettiva sia essa data dalla forma, dal movimento o dal colore.

Le mostre organizzate sono sempre corredate da cataloghi bilingue editi dalla galleria, arricchiti con testi esclusivi di curatori di fama internazionale.

10 A.M. ART collabora direttamente con gli artisti o con gli eredi e le Fondazioni/Archivi che li rappresentano.

MARINA APOLLONIO, Struttura grafica, 1964, china su carta, 48x66 cm

MARINA APOLLONIO, Struttura grafica, 1964, china su carta, 48×66 cm

Progetto portato in fiera

La selezione di lavori su carta che sarà esposta in fiera riunisce le opere di Marina Apollonio, Mario Ballocco, Ennio Chiggio, Lucia Di Luciano, Franco Grignani, Giovanni Pizzo e Luigi Veronesi, artisti rappresentati dalla galleria. Le opere presentate vogliono stimolare lo spettatore ad interrogarsi sui differenti principi che lo inducono a percepire una realtà illusoria e apparentemente instabile. Infatti, l’intento degli artisti proposti è quello di suscitare un  rapporto tra opera e spettatore, attraverso un progetto rigoroso che costringe chi guarda a partecipare mentalmente, piuttosto che a contemplare l’opera in modo passivo.

MARIO BALLOCCO, Effetto convesso, 1953, tempera su cartoncino, 34x34 cm

MARIO BALLOCCO, Effetto convesso, 1953, tempera su cartoncino, 34×34 cm

Descrizione di una o più opere presenti in fiera

Tra le opere che 10 A.M. ART esibirà, sarà presentato un Fotogramma degli anni ’30 di Luigi Veronesi in cui la luce imprime un’illusione di vibrazione, ci saranno i lavori di Franco Grignani e Mario Ballocco, precursori in Italia dell’arte Optical, dei quali saranno esposte opere, sia fotografiche che dipinte, del periodo che va dagli anni ’50 ai ’70.  Inoltre, saranno esposte opere degli anni ‘60 di Marina Apollonio, Ennio Chiggio, Lucia Di Luciano e Giovanni Pizzo nelle quali viene esaltata la programmazione rigorosa e il momento progettuale.

FRANCO GRIGNANI, Induzione, 1963, sperimentale ottico ai sali di bromuro d’argento, 29,7x24,2 cm

FRANCO GRIGNANI, Induzione, 1963, sperimentale ottico ai sali di bromuro d’argento, 29,7×24,2 cm

Sito web della galleria: https://www.10amart.it/

  redazione   01 Ago 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su Realtà illusorie. I maestri dell’Arte Ottico-Cinetica e Programmata a WopArt 2017 con 10 A.M. ART Leggi tutto
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