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PILLOLE DI WOPART 2017. Giulio Cerocchi, Il silenzio della parola il rumore della carta, Pier Paolo Pasolini

Galleria SpazioFarini6_Giulio Cerocchi_Il silenzio della parola il rumore della carta_ combinazione#3_unione di 9 opere

Galleria SpazioFarini6_Giulio Cerocchi_Il silenzio della parola il rumore della carta_ combinazione#3_unione di 9 opere

Fotografia, grafica, tridimensionalità, citazioni letterarie, quotidianità, immagini bianconero della memoria familiare, piccole panoramiche in argilla. Il linguaggio ibrido di Giulio Cerocchi (Milano, 1952) approda a Lugano per WopArt 2017. La galleria Spazio Farini 6 presenta l’ultimo lavoro “Il silenzio della parola, il rumore della carta” del “contaminatore” milanese. Un viaggio visivo tra gli scrittori, i filosofi e i poeti, della letteratura italiana e internazionale che il fotografo ha scelto e letto nel corso della vita, e che ora ha scelto nuovamente e fotografato. Lo scenario è essenziale, lineare, l’inquadratura minimalista, Cerocchi fotografa le coste dei suoi libri disposti su una mensola e illuminati con una luce diffusa, e con un unico fondamentale dettaglio che si ripete una sola volta per ogni opera, e cioè solo uno dei titoli, sbuca dal livello bidimensionale di due centimetri, libro vero e nell’edizione originale letta a suo tempo dall’autore, che sporge dalla fotografia proprio dove il libro realmente si troverebbe collocato sulla mensola, e quindi in proporzione con le dimensioni degli altri testi, raffigurando una sorta di realtà aumentata. Gli autori selezionati e fotografati finora sono 24 e il progetto è composto da 18 immagini che si possono affiancare a piacimento, dando così la sensazione di essere di fronte ad una libreria. L’autore si auspica infatti che ciascun visitatore possa scegliere tra i vari quadri e dare una propria identità alle letture in base ai propri gusti e, di conseguenza, personalizzare la libreria.

  redazione   10 Set 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su PILLOLE DI WOPART 2017. Giulio Cerocchi, Il silenzio della parola il rumore della carta, Pier Paolo Pasolini Leggi tutto

WOPART – die neue Nischenmesse in Lugano

Alex Katz Ada, 2004 charcoal on paper cm 58,5 x 40,5 Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano/Zuoz/Lugano

Alex Katz
Ada, 2004
charcoal on paper
cm 58,5 x 40,5
Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano/Zuoz/Lugano

Courtesy KUNSTBULLETIN

Ereignistyp
Auktion/Messe
Datum
14.09.2017 – 17.09.2017
Adresse
Centro Esposizioni Lugano
Via Cattedrale 11
6900 Lugano

Schweiz

Information

Lugano kombiniert Natur und Urbanität auf faszinierende Weise und beherbergt neu eine Messe für Werke auf Papier: WOPART. Vom 14. bis 17. September präsentieren sich über sechzig Galerien aus der ganzen Welt im Centro Esposizioni Lugano.

72 Galerien aus 11 Ländern bieten an der WOPART eine umfassende Übersicht über Kunstwerke, die ausschliesslich auf Papier entstanden sind. Die Auswahl reicht von alten Zeichnungen über moderne Drucke bis hin zu Künstlerbüchern, Fotografien, Aquarellen, orientalischen Drucken und Papierarbeiten zeitgenössischer Künstler. Sammler, Experten und Liebhaber finden hier einen beeindruckenden Querschnitt durch Techniken, Sprachen und Epochen.

Der Nische „Papier-Arbeit“ wird von Sammlern immer mehr Aufmerksamkeit entgegengebracht. Dies weil die Preise erschwinglich sind und so Werke von weltbekannten Künstlern plötzlich greifbar werden. Zudem wächst das Interesse am Medium Fotografie konstant und Kunstdrucke werden höher eingeschätzt als noch vor 10 Jahren.

Wer an der Messe eingekauft hat, kann sich an den zahlreichen Nebenveranstaltungen erfreuen. Im LAC Museum etwa werden Arbeiten von Wolfgang Laib gezeigt, am Freitagabend gibt es eine Lugano-weite Nacht der Galerien und am Samstag findet mit REAL die erste Kunstbuchmesse in Lugano statt.

WOPART, 14. – 17. September, Centro Esposizioni Lugano

  redazione   09 Set 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su WOPART – die neue Nischenmesse in Lugano Leggi tutto

PILLOLE DI WOPART 2017. Lore Bert, Chinese Symbol of Luck, 2006

Lore Bert TITOLO, ANNO Chinese Symbol of Luck, 2006 TECNICA Relief-object with Japanese paper DIMENSIONI 120 x 120 cm COURTESY Five Gallery

Lore Bert
TITOLO, ANNO Chinese Symbol of Luck, 2006
TECNICA Relief-object with Japanese paper
DIMENSIONI 120 x 120 cm
COURTESY Five Gallery

Colore e carta sono gli strumenti di comunicazione su cui Lore Bert (1936) ha costruito le dimensioni del suo lungo percorso di lavoro, l’instancabile processualità linguistica dettata da approfondimenti sempre più dettagliati e specifici. La carta, attentamente selezionata lungo una stagione di ricerche nel patrimonio storico -dalla sostanza del papiro all’evanescenza del riso- internazionale, acquisisce la centralità dell’intero percorso creativo, con specificità che si raccolgono in un ampio sistema linguistico, dall’installazione alle grandi dimensioni, dalla tridimensionalizzazione della scultura alle preziose collezioni di acquerelli, frutti poetici dei lunghi soggiorni veneziani. Il colore condotto allo stato puro definisce il vocabolario visivo dell’intero procedere dell’artista tedesco. In un ambito che potremmo definire intimo e di percezione sensibile, il colore si adatta a trascriverne la profondità attraverso la sensibilità dell’acquerello, mentre su una struttura compositiva grafico-plastica riesce ad affermarsi in opere contrassegnate da una mirata volontà di comunicazione formale. La Five Gallery di Lugano articola la sua presenza all’interno di WopArt 2017 attraverso le due linee che contrassegnano la sua storia e le sue proposte, con l’obiettivo di costituire la dimensione di una Collezione d’Arte Contemporanea. Una prima sezione espositiva è dedicata ad opere su carta di artisti che contrassegnano il paesaggio europeo da Günther Uecker a Fabrizio Plessi. Una seconda sezione espositiva premia l’attività espressiva di un selezionato gruppo di artisti che prediligono la dimensione rara e intima della carta.

  redazione   09 Set 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su PILLOLE DI WOPART 2017. Lore Bert, Chinese Symbol of Luck, 2006 Leggi tutto

PILLOLE DI WOPART 2017. Andy Warhol, Vesuvius, 1985

Andy Warhol, Vesuvius, 1985, serigrafia su Arches 88, 80x100 cm

Andy Warhol, Vesuvius, 1985, serigrafia su Arches 88, 80×100 cm

Il Vesuvio che erutta sui toni del rosso. Titolo: “Vesuvius”, 1985. Firma: Andy Warhol (1928-1987). L’immagine del vulcano partenopeo serigrafata fu replicata dal maestro della Pop Art americana su differenti valori cromatici con l’obiettivo di esaltarne il valore spettacolare e minaccioso in occasione di un’improvvisa eruzione. La serie “Vesuvius” fa parte di un ciclo di lavori realizzato nel 1985 in occasione dell’omonima mostra tenutasi al Museo di Capodimonte di Napoli e organizzata dal gallerista Lucio Amelio. Una rivisitazione pop di uno dei simboli più noti di Napoli. Scrisse Andy Warhol: “Per me l’eruzione è un’immagine sconvolgente, un avvenimento straordinario ed anche un grande pezzo di scultura. Il Vesuvio per me è molto più grande di un mito: è una cosa terribilmente reale.” Top price del ciclo di serigrafie intitolate “Vesuvius” (1985) è Vesuvio pop aggiudicata nel 2012 a 31.634 dollari, partendo da una stima di 6.455 dollari. La serigrafia più costosa mai battuta all’asta di Andy Warhol è una moltiplicazione di faccioni di “Mao” del 1972 battuti a Sotheby’s Londra a 2.214.240 dollari. Il fatturato del 2016 delle opere di Warhol è stato di 137.474.166 dollari 100 dollari investiti nel 2000 per una sua opera valgono in media 163 dollari (+ 63%) nell’aprile 2017. Oltre all’opera di Warhol, la galleria AICA -Andrea Ingenito Contemporary Art- porta a WopArt 2017 altri due grandi maestri moderni, interpreti pop che hanno reso la carta un canale preferenziale di espressione artistica: Roy Lichtenstein e Keith Haring.

  redazione   08 Set 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su PILLOLE DI WOPART 2017. Andy Warhol, Vesuvius, 1985 Leggi tutto

PILLOLE DI WOPART 2017. Paolo Canevari, Black Tears, 2015

Paolo Canevari Black Tears, 2015 Inchiostro su carta 34,5 x 24,5 cm Edizione 1/1 Courtesy l’Artista e [dip] contemporary art, Lugano

Paolo Canevari
Black Tears, 2015
Inchiostro su carta
34,5 x 24,5 cm
Edizione 1/1
Courtesy l’Artista e [dip] contemporary art, Lugano

Il lavoro di Paolo Canevari (Roma, 1963) affonda le sue radici nella riflessione sulla transitorietà dell’arte e nel significato della scultura in relazione al contesto sociale contemporaneo. Interrogandosi sul valore e sull’origine degli aspetti più intimi della memoria, l’artista sviluppa un linguaggio personale dove simboli, cultura pop, coscienza storica e politica si sovrappongono in una rivisitazione del quotidiano. Fin dai suoi esordi, tra i molti media utilizzati, l’artista adotta come materiali d’elezione anche la carta e il colore nero, i più semplici e primitivi mezzi con i quali ogni artista ha dovuto confrontarsi. A partire dal disegno, primo e originario emergere dell’idea di segno nel tratto nero, carta e inchiostro intrecciano nelle opere dell’artista una dialettica tra ricordo e oblio, stabilità e impermanenza. “Amo il disegno perché è qualcosa di molto fragile ed effimero, amo la sua natura intima poetica, nei disegni delle Black Tears –presentati in esclusiva in occasione di WopArt 2017 dalla dip contemporary art di Lugano- ho voluto eliminare qualsiasi riferimento figurativo, portando ad una essenza radicale l’idea del disegno come principio dell’opera d’arte“. Restituire il senso della fragilità, della deperibilità e della finitezza è da sempre una delle prerogative di Paolo Canevari. Nei suoi ultimi lavori il segno scompare: l’immagine svanisce per lasciare spazio all’immaginazione dell’artista e del fruitore, dove l’elemento carta può farsi narrativo nella sua natura ed essenza. Le opere nascono da una lenta riflessione che si risolve poi nell’immediatezza e nella velocità di esecuzione, mantenendo un rapporto di profonda intimità con l’artista e il suo vocabolario simbolico.

  redazione   07 Set 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su PILLOLE DI WOPART 2017. Paolo Canevari, Black Tears, 2015 Leggi tutto

PILLOLE DI WOPART 2017. Joan Miró, Poète écrivant un poème dicté par l’oiseau de passage, 1973

MIRO,,Poète écrivant un poème dicté par l'oiseau de passage, 1973

MIRO,,Poète écrivant un poème dicté par l’oiseau de passage, 1973

Un poeta scrive un poema dettato da un uccello di passaggio. Nel titolo di una delle opere di Joan Miró presentate a Lugano –“Poète écrivant un poème dicté par l’oiseau de passage”è condensata la poetica dell’ultima trentennale produzione dell’artista catalano nel suo studio di Maiorca. Negli anni Settanta Miró si dedica a temi prediletti come donne, paesaggi e uccelli, spalmando i colori su compensato, cartone e materiali di riciclo. In quest’ultima fase artistica Miró ci racconta un universo popolato da stelle, teste, occhi, uccelli e da personaggi fantastici, Proprio come si nota in questa carta ocra del 1973 –presentata a WopArt 2017 dalla galleria Vitart di Lugano- l’artista semplifica anche i colori della sua tavolozza tornando a tonalità più austere con una preponderanza crescente del nero. Nero che risulta colore fondamentale del processo creativo per la sua forza, il suo tratto e la sua gestualità. Dagli anni Sessanta il suo vocabolario si riduce a una piccola rosa di argomenti e le forme si semplificano in una straordinaria varietà di combinazioni. Il tema degli uccelli è trattato come attributo di libertà, legame tra il nostro mondo e l’universo. La figura del poeta è soggetto fondante della sua poetica magica e onirica che coltiva fino agli ultimi giorni della sua esistenza. Top price di un’opera su supporto cartaceo dell’artista catalano, una preziosa costellazione a gouache su fondo grigio con oggetti color rosso, giallo, blu con energiche sferzate di nero. Titolo: “Femme et oiseaux”. Anno: 1940. Prezzo di aggiudicazione: 31.461.028 dollari, da Sotheby’s Londra lo scorso giugno.

  redazione   06 Set 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su PILLOLE DI WOPART 2017. Joan Miró, Poète écrivant un poème dicté par l’oiseau de passage, 1973 Leggi tutto

PILLOLE DI WOPART 2017. Banksy, Grannies, 2006

Banksy a WopArt 2017, courtesy of Artrust

Banksy a WopArt 2017, courtesy of Artrust

Una parete completamente rosa, due nonnine intente a lavorare a maglia. Due maglioni che prendono forma con due scritte ricamate sopra: “Punksnot dead” -titolo del primo album del gruppo punk inglese The Exploited- e “Thug For Life”, brano del compianto rapper 2Pac. Due nonne punk sedute su comode poltrone soddisfatte della propria creazione. Sono le “Grannies” di Banksy messe all’opera dall’artista britannico con la sua consueta pungente ironia. Correva l’anno 2006. Top price dell’anonimo artista (Bristol, 1974?) per un’opera serigrafica è una “Kate Moss” del 2005 battuta all’asta da Bonhams Londra nel febbraio 2008 a 157.704 dollari. Top price assoluto un dipinto a spray del 2007 “Keep it spotless”, aggiudicato da Sotheby’s New York nel 2008 per 1.870.000 dollari. Accanto a questi la galleria Artrust SA di Melano presenterà a WopArt 2017 una selezione di opere che va dall’espressionismo astratto del gruppo CO.BR.A, con i segni potenti e primitivi di Jorn, Appel e Lindstrom, alle linee surrealiste e astratte di Miró. Opere, anche molto diverse tra loro, accomunate, oltre che dal supporto cartaceo, anche da una certa potenza visiva, nelle quali il colore è l’indiscusso protagonista.

  redazione   04 Set 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su PILLOLE DI WOPART 2017. Banksy, Grannies, 2006 Leggi tutto

PILLOLE DI WOPART 2017. Vincenzo Agnetti, Elisabetta d’Inghilterra, 1976

Vincenzo Agnetti, Elisabetta d’Inghilterra, 1976, stampa fotografica, pennarello e lastra di alluminio, sei pannelli ciascuno di cm. 40 x 30, Courtesy Osart Gallery, Milano, Ph. Bruno Bani

Vincenzo Agnetti, Elisabetta d’Inghilterra, 1976, stampa fotografica, pennarello e lastra di alluminio, sei pannelli ciascuno di cm. 40 x 30, Courtesy Osart Gallery, Milano, Ph. Bruno Bani

L’amore per il teatro di Vincenzo Agnetti (1926-1981) è anche l’amore per il periodo elisabettiano. Ne è testimone la “Elisabetta d’Inghilterra” del 1976 presentata da Osart Gallery di Milano a WopArt 2017, che si inserisce nella serie di lavori che Agnetti definisce con il termine di “teatro statico”, una delle geniali invenzioni dell’artista concettuale milanese le cui motivazioni concettuali possono essere fatte risalire nell’uso del linguaggio come sistema enunciativo. Il teatro statico, secondo Agnetti, non è altro che “uno spettacolo senza movimento senza personaggi e senza testo”. All’interno delle sei foto montate su alluminio, va in scena una rappresentazione legata ai temi del potere e della cultura come si intuisce dai concetti chiave scritti in pennarello rosso tra i quali: “Culture is the reflection of our power and the penetration of your intelligence”. L’opera è proprio pensata come un polittico fotografico, esito di una doppia rappresentazione: la sequenza delle sei foto è un dramma senza movimento. Si tratta di un vero e proprio ritratto dei rapporti di potere e con il potere, un potere personificabile con Elisabetta e dove potere ha a che fare con la conquista del consenso universale. Consenso volutamente scelto tra il vocabolario di una nascente industria dello spettacolo che avrebbe avuto un peso nella politica televisiva più recente. Nell’opera si condensano le ricerche di Agnetti degli anni Sessanta-Settanta sul linguaggio, l’azione didattica e la progressiva attenzione per le componenti di indebolimento e azzeramento del testo, sino al suo annientamento semantico a favore di un’azione pure del pensare. Top price per l’artista: un “Ritratto di abitante” del 1971-1972, battuto nelle Italian Sale del 16 ottobre 2015 da Christie’s Londra a 282.455 dollari. Il fatturato nel 2015 è stato di 1 milione e 200 mila dollari, quasi decuplicato rispetto all’anno precedente. La riscoperta del mondo e del mercato dell’arte dell’opera dell’artista data 2008, il trend del mercato è ottimo.

  redazione   02 Set 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su PILLOLE DI WOPART 2017. Vincenzo Agnetti, Elisabetta d’Inghilterra, 1976 Leggi tutto

Da Alex Katz a Markus Raetz. La qualità su carta della galleria Monica de Cardenas a WopArt 2017

Chantal Joffe Bella Reclining, 2016 pastel on paper cm 30 x 40 Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano/Zuoz/Lugano

Chantal Joffe
Bella Reclining, 2016
pastel on paper
cm 30 x 40
Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano/Zuoz/Lugano

Presentazione galleria

La galleria è stata fondata da Monica De Cardenas a Milano nel 1992. Sin dall’inizio ha lavorato con artisti che sono diventati negli anni importanti nomi nel panorama internazionale dell’arte contemporanea, come: lo scultore tedesco Stephan Balkenhol, la pittrice inglese Chantal Joffe, il fotografo inglese Craigie Horsfield, il pittore americano Alex Katz, lo svizzero Markus Raetz e il fotografo tedesco Thomas Struth, tutti rappresentati regolarmente in Italia e in Svizzera dalla galleria.

Negli anni sono stati introdotti nuovi artisti, quali: Benjamin Senior e Barbara Probst. Più recentemente abbiamo cominciato a lavorare anche con giovani artisti italiani come Marco Basta, Lupo Borgonovo, Rä di Martino e Linda Fregni Nagler.

Marco Basta Cherimoya, 2016 inkjet print and pencil crayons on paper cm 33 x 21,5 Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano/Zuoz/Lugano

Marco Basta
Cherimoya, 2016
inkjet print and pencil crayons on paper
cm 33 x 21,5
Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano/Zuoz/Lugano

Nel dicembre 2006, con la mostra personale di Markus Raetz (Berna 1941) è stato inaugurato un nuovo spazio espositivo a Zuoz vicino a St. Moritz. La nuova galleria d’arte è situata all’interno di una casa engadinese del quindicesimo secolo. Nel dicembre 2012 vi abbiamo presentato la mostra di Marisa Merz, prima esposizione della grande artista italiana in una galleria svizzera, Leone d’oro alla Carriera alla Biennale di Venezia nel 2013 e attualmente in mostra presso l’Hammer Museum a Los Angeles. Sempre a Zuoz, nell’inverno 2015 è stata dedicata un’importante retrospettiva all’opera di Gianni Colombo (1937- 1993), in un momento di grande riscoperta internazionale dell’artista milanese.

Alex Katz Ada, 2004 charcoal on paper cm 58,5 x 40,5 Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano/Zuoz/Lugano

Alex Katz
Ada, 2004
charcoal on paper
cm 58,5 x 40,5
Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano/Zuoz/Lugano

Nel 2014 abbiamo inaugurato una nuova attività di progetti espositivi a Lugano con l’intento di proporre una mostra all’anno, in questa sede durante la fiera Wop Art verrà aperta la mostra del giovane artista ticinese Marco Scorti.

Progetto e artisti presentati in fiera

Per la fiera presenteremo opere di: Marco Basta, Lupo Borgonovo, Chantal Joffe, Gianluca Di Pasquale, Alex Katz, Juul Kraijer, Claudia Losi, Lutz & Guggisberg, Pavel Pepperstein, Markus Raetz.

Markus Raetz Tag oder Nacht, 1998 color aquatint, 9 plates image cm 58,8 x 29,8, paper cm 91,7 x 80,2 ed. 20/33 Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano/Zuoz/Lugano

Markus Raetz
Tag oder Nacht, 1998
color aquatint, 9 plates
image cm 58,8 x 29,8, paper cm 91,7 x 80,2
ed. 20/33
Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano/Zuoz/Lugano

Lupo Borgonovo Agua V, 2017 felt-tip pen and ink on paper cm 150 x 100 Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano/Zuoz/Lugano

Lupo Borgonovo
Agua V, 2017
felt-tip pen and ink on paper
cm 150 x 100
Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano/Zuoz/Lugano

 Lutz & Guggisberg Chalet/ Chalet and blisters, 2005 mixed media on newspaper cm 13 x 17 (cm 40 x 49 framed) Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano/Zuoz/Lugano

Lutz & Guggisberg
Chalet/ Chalet and blisters, 2005
mixed media on newspaper
cm 13 x 17 (cm 40 x 49 framed)
Courtesy Galleria Monica De Cardenas, Milano/Zuoz/Lugano

  redazione   22 Ago 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su Da Alex Katz a Markus Raetz. La qualità su carta della galleria Monica de Cardenas a WopArt 2017 Leggi tutto

Avanguardie storiche e Transavanguardia (più Christo e Botero). Vitart a WopArt 2017

BOTERO,,Still Life Green Bottle,,2002, watercolour on paper, 82x91 cm

BOTERO, Still Life Green Bottle,,2002, watercolour on paper, 82×91 cm

Le gallerie partecipanti a WopArt 2017 si presentano. Progetti, artisti e mostre collaterali

Presentazione galleria

La Galleria ha aperto a Lugano nel Febbraio 2013. La titolare ha avuto lunghe esperienze lavorative presso La Galleria Tega di Milano e trasferitasi in Svizzera ha deciso di aprire una sua propria società.

La nostra società acquista in proprio e intermedia importanti opere d’arte internazionali del xx secolo.

MIRO,,Poète écrivant un poème dicté par l'oiseau de passage, 1973

MIRO, Poète écrivant un poème dicté par l’oiseau de passage, 1973

Progetto presentato in fiera

In Fiera WOPART 2017 presentiamo una selezione di opere delle avanguardie storiche, una sezione di Transavanguardia, inoltre un omaggio a Fernando Botero e Christo, due artisti con i quali abbiamo da sempre rapporti continuativi di lavoro e personali.

Sito web della galleria: https://vitartgallery.ch/

DE MARIA, Aiuti celesti,, 1984, tecnica mista su carta, 31x23.5 cm

DE MARIA, Aiuti celesti,, 1984, tecnica mista su carta, 31×23.5 cm

PICASSO,Nu homme a la pipe et amour,, 1969 ,inchiostro su carta, 31.2x44.3 cm

PICASSO,Nu homme a la pipe et amour,, 1969 ,inchiostro su carta, 31.2×44.3 cm

CHRISTO,The Pont Neuf, 1980, 144x164 cm

CHRISTO,The Pont Neuf, 1980, 144×164 cm

 

  redazione   22 Ago 2017   Artisti, Blog   Commenti disabilitati su Avanguardie storiche e Transavanguardia (più Christo e Botero). Vitart a WopArt 2017 Leggi tutto
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