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  Redazione web   Lug 11, 2019   Eventi, Mostre collaterali   Commenti disabilitati su Luigi Pericle. L’alchimista pittore 🗓

Luigi Pericle. L’alchimista pittore

a cura di Mimmo Di Marzio e Paolo Manazza
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A WopArt 2019 un nucleo inedito di opere su carta del grande artista svizzero riscoperto dalla critica

WopArt accende i riflettori sull’artista svizzero Luigi Pericle (Basilea, 1916 – Ascona, 2001), che trascorse gran parte della sua vita nel Canton Ticino, ritirato e immerso negli studi, nella contemplazione della natura e nella pratica artistica.
La poliedricità di Pericle lo portò a praticare, insieme a una pittura astratta e informale, anche una fervida attività di illustratore e fumettista per l’editore Macmillan di New York e per quotidiani e periodici prestigiosi come il Washington Post e l’Herald Tribune.

La quarta edizione della fiera, dal 19 al 22 settembre 2019, sarà l’occasione per mettere in mostra un nucleo inedito di opere su carta dell’artista, che proprio quest’anno è stato oggetto di una rinnovata attenzione del pubblico e della critica non solo grazie alla retrospettiva presso la Fondazione Querini Stampalia di Venezia in occasione della Biennale di Venezia, ma anche alla mostra in programmazione presso il MASI di Lugano.

Pericle fu un personaggio totalmente atipico rispetto al sistema dell’arte: visse ad Ascona alle pendici di quel Monte Verità che fin dall’inizio del ‘900 fu una sorta di Mecca della “controcultura” europea del tempo, meta di poeti, intellettuali, teosofi e anarchici. Rimase dunque a stretto contatto con un luogo fortemente intriso di spiritualità, dottrine filosofiche ed esoteriche. E proprio ad Ascona, negli anni Trenta, iniziarono gli incontri di Eranos promossi da Carl Gustav Jung e animati da personalità del calibro di Sir Herbert Read, grande critico d’arte del ‘900 e consulente per Peggy Guggenheim, che scoprì e appoggiò il genio artistico di Luigi Pericle.
Questo ambiente sovversivo e stimolante certamente influenzò le sue scelte artistiche e di vita, a cominciare da quando, nel 1958, decise di distruggere tutta la sua precedente opera figurativa per dedicarsi alla sperimentazione di tecniche e materiali nella sua Casa San Tomaso (nome dato in omaggio a San Tommaso d’Aquino) ad Ascona, donatagli in cambio di opere dal collezionista svizzero Peter G. Staechelin.

Quello stesso mondo di certo lo influenzò quando – dopo aver partecipato a esposizioni internazionali accanto a maestri come Picasso, Dubuffet, Tàpies, Mathieu e Corneille, giunto all’apice del successo grazie a una personale itinerante a cura del museologo Hans Hess svoltasi tra York, Newcastle, Hull, Bristol, Cardiff e Leicester – decise di rinunciare alla carriera e di ritirarsi a vita privata per dedicarsi unicamente alla sua arte e agli studi esoterici.

La casa dove trascorse gli ultimi anni della sua vita in studio e isolamento, recuperata dopo 15 anni di abbandono, ha rivelato un immenso patrimonio di dipinti, disegni, chine e documenti – oggi finalmente acquisito e valorizzato dall’Archivio Luigi Pericle – che testimonia le sue originalissime ricerche artistiche ed esoteriche.

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