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    12 Gen 2020   Non categorizzato   Commenti disabilitati su prova immagine 360 Leggi tutto

Il successo di WopArt 2019. Le gallerie si presentano: Frameless, Colossi, Carte Scoperte

Il successo di WopArt 2019. Le gallerie si presentano: Frameless, Colossi, Carte Scoperte

Fragile e leggera, profonda e multiforme: l’arte su carta torna a LuganoDal 19 al 22 settembre Wopart 2019 si prende la scena fieristica presentandosi rinnovata e cresciuta, consapevole del potenziale in aumento di questa nicchia artistica.

WopArt 2019 - Frameless Gallery, Lucio Fontana

WopArt 2019 – Frameless Gallery, Lucio Fontana

Dopo il fruscio dell’allestimento la carta si prende le mura dei circa 80 espositori giunti in fiera e inaugura così Wopart 2019. Si gira pagina, nuovo capitolo: la quarta edizione sembra segnare una svolta nella vicenda fieristica di questo evento interamente dedicato all’arte su carta. Una nicchia in continua espansione, in grado di garantire la partecipazione delle gallerie più blasonate e attirare l’attenzione di collezionisti e amatori. Miscela fascinosa quella che profuma di carta e si disperde, dal 19 al 22 settembre, in tutte le sue sfumature: dalla mostra sugli antichi papiri egizi agli immensi pannelli di origine orientale; dagli Old Masters di sapore rinascimentale alle più audaci sperimentazioni contemporanee. Divisa in Emergent, Dialogues Main Course la fiera conferma la crescita qualitativa e satura il desiderio di toccare con mano le opere, irrefrenabili magneti per le brame conoscitive dei visitatore.

Le gallerie si presentano

Frameless

Colossi

Carte Scoperte

    20 Set 2019   News from ArtsLife   Commenti disabilitati su Il successo di WopArt 2019. Le gallerie si presentano: Frameless, Colossi, Carte Scoperte Leggi tutto

Mostra sponsorizzata: Omnia vanitas

Omnia vanitas

di Antonio Guccione

A cura di Angelo Crespi

Una teoria di teschi per un ambizioso progetto di frenologia post moderna, tra citazionismo e divertissement, i personaggi della storia, della moda, dell’arte immortalati per sempre attraverso il loro cranio, morti eppure così vivi nella loro essenza, nel bulbo scavato dell’occipite l’anima per sempre volata via, eppure ancora presenti e riconoscibili nei tic, nei vezzi, nei loro abiti di uomini.

E’ questo il senso di una sorta di esposizione-performance, progettata da Antonio Guccione, per Hammer Partners in occasione di WopArt 2019, e che raccoglie la serie delle “Vanitas”, presentandole come in un’antologia di Spoon River, in cui il famoso fotografo milanese racconta quasi in forma di breve epitaffio i miti del pop, da Andy Warhol a Napoleone, passando per Frida Kahlo, Leonardo da Vinci, Dior e Salvato Dalì.

Se nel corso della sua lunga carriera, Guccione si era concentrato sui volti dello star system, diventando una sorta di ritrattista ufficiale del mondo della moda, in questo caso ha lasciato i vivi, per dedicarsi ai defunti: nel tentativo di esorcizzare la morte, sulla scorta d’altronde dei più grandi artisti di tutti i secoli, ha rivestito o dipinto il simbolo di essa più persistente, cioè il teschio, giocando come un novello Amleto tra essere e non essere, e lo ha poi fotografato senza alcun intervento in post produzione, riuscendo però a distillare, in splendide levigatissime immagini, l’estrema reliquia che caratterizza le varie icone passate in rassegna, cioè quella cosa estrema che ci rappresenterà in eterno.

“Memento mori”, ricordati che devi morire, sembra dirci Guccione, ma sempre con la sottile ironia e la leggerezza che gli sono proprie, perché anche per dipartire ci vuole stile.

Mostra sponsorizzata da Gruppo Hammer

    17 Set 2019   Eventi, Mostre collaterali   Commenti disabilitati su Mostra sponsorizzata: Omnia vanitas Leggi tutto
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